IL FASCINO DISCRETO DEL LAGO D’ISEO

 

 

Una gemma di rara bellezza tra storia, arte, borghi antichi e panorami mozzafiato

È noto in tutto il mondo come il Lago di Christo, da quando, nell’estate 2016, il celeberrimo artista l’ha scelto per la sua l’installazione “The Floating Piers”: una passerella lunga 3 km, in grado di unire in larghezza le due sponde del lago, grazie 200 mila cubi di polietilene ricoperti di tessuto giallo dalia, che per due settimane ha collegato la cittadina di Sulzano con Monte Isola e l’isoletta di San Paolo. Così il fascino romantico del lago e l’unicità di Monte Isola, la più alta isola lacustre d’Europa e la più grande di tutta l’Europa centro-meridionale, sono stati scoperti e apprezzati da visitatori giunti da ogni angolo del mondo.

Ogni lago è un mondo a sé e quello d’Iseo è tra i più affascinanti e romantici per la mutevolezza del suo paesaggio, per l’anfiteatro dei monti, per Monte Isola che ne spezza la liquida continuità e s’innalza verdissima sulle acque. Pescosissimo a conferma della purezza delle sue acque (che raggiungono i 251 metri di profondità), il lago – su cui spira una brezza costante – è l’ideale per chi ama la vela e lo windsurf, il parapendio e il deltaplano, ma anche per chi  da una vacanza  chiede sport, relax  e natura intatta. Natura e servizi sono complementari: hotel di charme e piccole pensioni, tradizione gastronomica, atmosfera familiare e discreta. Poco oltre, verso la Franciacorta, trovano spazio campi da golf, vigneti da cui proviene l’omonimo e prestigioso vino, re italiano fra i vini rifermentati in bottiglia, e il fascino romantico del Monastero di San Pietro in Lamosa, affacciato sulla riserva naturale delle Torbiere, che ci riporta alle atmosfere dell’Anno Mille.

La riserva naturale delle Torbiere

Sulla sponda meridionale del lago si trova la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, la zona umida più significativa per estensione ed importanza ecologica della provincia di Brescia, fra le più importanti d’Europa.

I 360 ettari lungo i quali si estende la riserva, composti prevalentemente da canneti e specchi d’acqua, costituiscono un ecosistema ecologico, floristico e faunistico di grande valore biologico.

In base alla profondità delle acque, nella Riserva si riscontrano numerose tipologie vegetazionali, la maggior parte delle quali autoctone (come la cannuccia di palude, la lenticchia d’acqua, l’iris giallo o il giaggiolo acquatico). Non mancano tuttavia tipologie esotiche invasive degli argini, come l’indaco bastardo e la pioggia d’oro maggiore, il cui controllo è necessario per l’equilibrio della fitodiversità del luogo.

L’area è particolarmente importante anche per la presenza di 31 specie protette di uccelli acquatici nidificanti, svernanti e migratori – come l’airone rosso, il falco di palude, il tarabusino, il nibbio bruno o la nitticora, che qui vengono a nidificare – e per questo è stata dichiarata “Zona di Protezione Speciale” dall’Unione Europea. La varietà ittica presente nella Riserva comprende sia specie autoctone di interesse comunitario o protette dalle leggi regionali – come la tinca, il vairone, il luccio, l’anguilla – accanto a specie introdotte dall’uomo, come la carpa, portata molti secoli fa dagli antichi Romani, o il pesce gatto, introdotto oltre 15 anni fa. Per visitarla, si seguono i percorsi tracciati con camminamenti e passerelle. Attorno al suo perimetro si snodano piste ciclabili.

Le Piramidi di Zone

Fate di pietra”, le chiama da tempo immemorabile la gente del posto, la definizione esatta dal punto di vista geologico è “piramidi di erosione”: altissime guglie di pietra sormontate, a mo’ di cappello, da un grande masso, sono le più imponenti d’Europa. Si trovano a Zone, pittoresco borgo dell’entroterra a 680 m di altitudine con antiche case secentesche in pietra e legno, a cui si sale da Marone.

Ad originarle è stata la lenta erosione del vento e delle acque che, dilavando i resti di un antichissimo deposito morenico nato dal ritrarsi dei ghiacci, ha creato una selva di esili pinnacoli, protetti dai massi in bilico sulla loro sommità. All’interno della Riserva naturale delle Piramidi di Zone esiste un percorso di circa un’ora appositamente creato per rendere accessibile questo spettacolo naturale, con tabelle esplicative. Il processo di erosione prodotto dagli agenti atmosferici è tutt’oggi visibile in un lasso temporale di alcune decine di anni. L’area della Riserva si estende per circa 21 ettari, ad un’altezza tra i 400 ed i 600 metri sul livello del mare.

La località è raggiungibile sia con i mezzi pubblici che in auto, ma i più sportivi possono preferire la bicicletta o la mountain bike, per apprezzare ancor più il panorama del lago e delle montagne che lo circondano.

Alla scoperta di Monte Isola

 

Isola lacustre più alta d’Europa e la più grande di tutta l’Europa centro-meridionale, Monte Isola è un luogo magico, in cui il tempo sembra essersi fermato. Con i suoi 5 kmq di superficie e 600 m di altitudine, è un mondo a sé, da esplorare senza fretta a piedi o in sella alla bicicletta. Ci si arriva in battello da Iseo, Sulzano ed altre località. Le auto sono bandite e ci si muove solo a piedi, in bicicletta o con piccoli bus che collegano le varie frazioni e portano alla vetta, dove sorge la chiesa della Madonna della Ceriola.

Protetta – con i due vicini isolotti di Loreto e San Paolo, un tempo sede di monasteri ed ora proprietà privata- da vincoli di tutela ambientale, Monte Isola conserva ancor oggi immutato tutto il suo fascino. I battelli attraccano a Peschiera Maraglio e a Carzano, pittoreschi villaggi con le case che s’affacciano sull’acqua e le reti messe ad asciugare lungo le rive, dove i pescatori fanno essiccare le sarde, piatto per eccellenza (con il salame affumicato) della cucina isolana. Eredi della tradizione artigianale di un tempo, ancor oggi si trovano in paese alcuni laboratori di reti (le industrie sono ormai trasmigrate sulla terraferma) e piccoli cantieri navali, dove vengono costruiti, tutti in legno, gozzi, dinghi, lancette. Ulivi lungo la costa (dove, oltre a Carzano e Peschiera Maraglio si trovano i piccoli paesi di Sensole e Porto di Siviano), rare viti e fitti boschi di castagni, querce, faggi man mano si sale verso Siviano, Sinchignano, e Menzino e, ancor oltre, Olzano, Masse, Cure, Senzano. Due vette, da cui si godono spettacolari scorci panoramici sul lago: su quella più alta si trova il Santuario della Madonna della Ceriola e sull’altra la rinascimentale Rocca Oldofredi Martinengo.

Ogni cinque anni, nei borghi di Carzano e Novale di Monte Isola, si svolge la tradizionale festa di Santa Croce che, grazie a 200.000 magnifici fiori di carta realizzati manualmente dagli abitanti dell’isola, richiama oltre 70mila visitatori. La manifestazione, conosciuta anche come Festa dei Fiori, celebra la ricorrenza della fine del colera. Secondo la tradizione, infatti, nel corso dell’800 gli abitanti dei due paesini colpiti dalla grave epidemia chiesero la grazia alla Santissima Croce, promettendo di onorarla con una grandiosa festa a cadenza quinquennale.

Si ringrazia per alcune delle foto a corredo dell’articolo: Visit Monte Isola, Visit Lake Iseo, Lino Olmo Studio

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